mercoledì 4 gennaio 2012

Un decoder in famiglia

A casa nostra non c'era sky.
C'era da mia mamma.
C'era da sua mamma.

A casa nostra non c'era neanche il digitale, oddio, in realtà c'era, ma chissà dove, visto che dopo aver trafficato con i cavi dell'antenna per un giorno intero e tentato di sintonizzare la tv circa un milione di volte, alla fine abbiamo deciso che la soluzione più rapida era collegare il portatile e guardare le cose in streaming, piuttosto che cercare disperatamente di far apparire un canale qualsiasi.

Col passare dei  mesi, la decisione di ignorare l'antenna condominiale, si è talmente radicata nella mia testa che ho addirittura invertito la collocazione dei mobili del salone, allontanando per sempre la tv dalla presa dell'antenna e rendendo l'ambiente estremamente gradevole e spazioso.
Una sciccheria.

Intanto che io giocavo a fare il piccolo architetto, l'uomo di casa si crucciava e un desiderio medio-borghese si insinuava nella sua mente.

Controlla le offerte sul sito di sky ma si trattiene.

Passa un po' di tempo ed eccolo lì di nuovo, a spulciare le offerte di sky (che poi sono sempre le stesse da 15 anni) e giocherella con la registrazione on-line, ma si trattiene di nuovo.

Dopo qualche giorno squilla il cellulare e l'uomo di casa risponde..
il signor sky: "ma perchè non l'ha completata la registrazione???"
l'uomo di casa: "eh no c'ho ripensato, costa troppo"
il signor sky: " vabbhè ma 19 euro"
l'uomo di casa: "oh t'ho detto di no!" e mette il numero in ignore.

Passa il tempo e the winter is coming, con le serate fredde e la voglia di stare in casa, al caldo, sul divano, davanti al caminetto.. ah no, non ce l'abbiamo il caminetto, abbiamo una tv che usiamo come un monitor.

Neanche il tempo di immaginare un salvaschermo fiammeggiante che l'uomo di casa ha preso appuntamento con gli omini sky per montare la parabola...
l'uomo di casa: "Sarebbe possibile dopo le 18:00?"
omini sky: "NO! guardi dopo le 18:00 no. Piuttosto di domenica ma dopo le 18:00 no."
l'uomo di casa: "ah vabhè mi scusi..allora potreste venire sabato?"
omini sky: "si sabato va bene".

Diventa sabato, e puntuali arrivano i due omini sky armati di parabola cavo e decoder.
Da brava padrona di casa gli offro un caffè, ma loro, con la pressione a 500 e lo sguardo da pazzi, mi dicono di averne già presi abbastanza e si mettono immediatamente al lavoro sul balcone sfidando l'onnipresente vento.

Dopo qualche minuto, visto che trattandosi di casa nostra non poteva andare tutto liscio come l'olio, sento uno dei due litigare furiosamente con la sparapunti che non ne vuole più sapere di funzionare nonostante ci siano 5 metri di cavo da fissare al muro.

Mi rattristo, ma fortunatamente l'altro omino si ricorda di averne una di riserva nel motorino e va a prenderla lasciando il collega a imprecare e cospargere di spillette metalliche tutto il balcone.

Io intanto rifletto sull'eventualità che siano venuti in motorino (due adulti + parabola + cassetta degli attrezzi + cavo + decoder) uhmm..

Finita l'installazione se ne vanno e noi ci ritroviamo ad osservare il nuovo abitante della casa: è nero, discreto e abbastanza mimetico.

Neanche il tempo di andare in cucina a mettere una pentola sul fuoco per preparare il pranzo che l'uomo di casa si è già sistemato sul divano con tanto di copertina e telecomando..
vado a prendere il telefono, chiamo mia sorella e avvicino la cornetta alla tv:
"Lo senti questo rumore? E' il demonio, è appena arrivato".



giovedì 1 dicembre 2011

Dei giorni.

Ci sono dei giorni in cui dentro ti scatta qualcosa di inspiegabile, una specie di molla fatta di rabbia, nervosismo e mal di vivere, come se tutto stesse andando nel modo sbagliato, come se qualcosa ti stesse sfuggendo di mano ma non ti è ben chiaro cosa.

Sono quelli i giorni in cui ti vedi come una colf isterica, lanciarti in una stanza leggermente disordinata e dopo qualche ora ti rendi conto di averla ridotta un vero inferno.

Ci sono dei giorni in cui bisogna fare ordine e chiarezza nella propria vita. Dei giorni in cui bisogna darsi una collocazione, riappropriarsi dei propri ruoli.

Ti chiedi cosa non va, ti chiedi cosa ti annoda lo stomaco ogni giorno e scavi, scavi, scavi, finché non trovi una sorta di piccolo spiraglio che ti fa tornare la voglia di provare a dimostrare a te stessa di essere capace di rasserenarti.

Allora ti alzi e abbandoni la tua scrivania.
Una delle tante scrivanie che ti sono capitate tra le mani, perché le scrivanie bisogna afferrarle, soppesarle, capirne il materiale, il peso, la forma e il valore, poi fissarle nella mente e ricordarle.

E così ti ricordi quella che dividevi con gli altri, tutti faccia al muro e i capi alle spalle; quella su di un soppalco che si riempiva di fumo altrui; quella più bassa dei braccioli della sedia, che ti faceva venire il mal di schiena; quella stilosa, ma in un posto triste, con fuori il nulla e due cani carini; quella a casa di mamma, perennemente disordinata.

E ti ricordi di essere stata una donna seduta ad una scrivania, una donna stanca di starsene lì seduta, una donna che un giorno si è alzata con la voglia di essere moglie, mamma, amante, bambina e anche un po' orso di peluche.

E poi ti è venuta voglia di imparare qualcosa di vero, qualcosa che si possa toccare, e per arrivarci ti sei catapultata in realtà sconosciute e a volte assurde. Ma assurde veramente. Che però ti daranno quello che vuoi ora.

Ci sono dei giorni in cui la mattina esci di casa e vai a seguire la tua brava lezione di "oggi imparo il mestiere che farò domani" e per chissà quale motivo si parla di codici fiscali, per cultura generale suppongo, e poi tra le risate viene fuori che una non riesce più a distinguere tra il giorno e l'anno di nascita. E non ci credi. E ridi. Ma un po' ti incazzi anche.

E poi a casa decidi che bisogna fare pulizia e togli scartoffie e cianfrusaglie e spolveri e sistemi e poi la guardi e comunichi a voce alta: Questa è la mia scrivania.
E ti ci aggrappi saldamente aspettando di diventare ciò che sarai domani.


lunedì 21 novembre 2011

Colazione

Il mio rapporto con la colazione ha avuto negli anni degli alti e bassi.

Da piccola, sia alle elementari che alle medie, mi era praticamente impossibile ingerire qualcosa appena sveglia.
Poi crescendo la situazione si è completamente ribaltata ed è diventato impossibile cominciare la giornata senza fare colazione.

Proprio non ragiono, sono nervosa e non ti parlo manco se mi preghi in ginocchio.
La mia colazione è dunque un rituale estremamente individuale e da praticare a massimo 4 minuti di distanza dal risveglio.

Solitamente entro in cucina e scelgo velocemente tra due opzioni:
1) latte e caffè (o come capita spesso, nescafè, perchè di fare il caffè non ho mai voglia) + cereali
2) nescafè bollente + biscotti (in estate può trasformarsi in succo di frutta alla pesca, ma solo in estate e rigorosamente senza biscotti)

Mi rendo conto, non è una gran colazione la mia, ma la parte migliore sta nella tazza.
Ho una vera passione per le tazze e quindi credo che sia giusto dedicare proprio a questo umile ed utilissimo oggetto, il mio primo foto-post! (o photopost?)

Ecco alcune delle mie preferite..









carine no? :)

venerdì 4 novembre 2011

Insetti autunnali

Non ho mai avuto un buon rapporto con gli insetti.

Diciamo che se un insetto si trova a una distanza minore di 5 metri da me o peggio, si trova nella stessa stanza dove sto soggiornando anche io, ho la strana abitudine di terrorizzarmi.

Le reazioni ovviamente variano a seconda della famiglia di appartenenza dell'intruso e delle sue dimensioni.

La maggior parte delle volte scappo via.

Altre volte mi chiudo in un luogo sicuro incaricando il mio prode cavaliere di sconfiggere il nemico.

Il mio prode cavaliere è infallibile.

Quando nella vecchia casa un'orrenda blatta ha cercato di venire fuori dal buco del bidet e io ho preso le chiavi e sono scappata via inorridita lui ha chiamato la proprietaria e ha detto "traslochiamo".

Quando una volta ho visto un moscon-ape (un po' ape un po' moscone) lui ha cominciato a saltare per tutto il salotto lanciando cuscini finché non l'ha stordito.

Quando una cavalletta si è poggiata sulla ringhiera del balcone e io sono rientrata in cucina alla velocità della luce cercando di trattenere un attacco cardiaco, lui ha preso una scopa e l'ha mandata via minacciandola.

Ora è autunno e ci sono le cimicette.

Il nome vero è "Palomena viridissima" e alla fine non sono neanche brutte.

Cioè.. la prima è bellina, la seconda no, la terza comincia a farti schifo, la quarta ha rotto il cazzo!
Essì perché questi subdoli e freddolosi animaletti sono tremendi.. si nascondono nel bucato così da riuscire ad entrare in casa al calduccio assieme ai panni asciutti e poi stanno lì immobili.

Come se fosse normale!

Io sono notoriamente una persona poco ospitale, quindi la prima cosa che faccio è prendere lo sciacciamosche, avvicinarlo alla cimicetta e aspettare pazientemente che decida di salirci sopra. Quando finalmente lo fa corro velocemente fuori al balcone e la faccio volare via.

Sono coraggiosissima!

Finchè è una, facciamo anche due, ma già alla terza comincio a innervosirmi e convoco il prode cavaliere.

Il mio prode cavaliere non ha la pazienza di far salire la cimicetta sullo sciacciamosche, anzi, nel giro di 15 secondi ha già preso un tovagliolo di carta, afferrato l'intruso e lanciato di sotto il tutto.

Eggià.. dopo l'uomo che sussurrava ai cavalli.. ecco a voi l'uomo che impacchettava le cimici!


venerdì 14 ottobre 2011

Piacevoli donazioni

E' giovedì, è sera, saranno più o meno le 9:15.
La replica di una puntata di Linea Diretta si diffonde in cucina dal monitor di un netbook.
La cena, per errore "leggera", è stata da poco consumata.
Una giovane e bellissima coppia si guarda negli occhi e lei dice: "E' incredibile.."

Eh già, è incredibile davvero... mi ci vorrà un po' di tempo per smettere di stupirmi ogni volta che, dopo aver cucinato, mangiato e sparecchiato, mi accorgo che magicamente i piatti sono spariti e sono gelosamente custoditi all'interno di una lavastoviglie.

La lavastoviglie.. quell'oggetto moderno che fa i piatti al posto tuo!

Quell'oggetto che sapevi che prima o poi sarebbe arrivato anche in casa tua, facendoti raggiungere i favolosi anni '50, ma il suo arrivo non te lo immaginavi certo così, all'improvviso.

Fino all'anno scorso dicevo sempre che un giorno, senza fretta, quando avremmo cambiato la cucina, ci sarebbe sicuramente stata anche la lavastoviglie.
Lui ha considerato attentamente l'affermazione, s'è fatto due conti e dopo essere arrivato alla conclusione che "un giorno" poteva corrispondere a tipo "5 anni" è uscito ed è andato in giro a farsi un idea del costo medio dell'oggetto, tornando a casa indignato.

Quest'anno la strategia è cambiata, perchè la sottoscritta aveva elaborato un piano diaboloco.
Una bella colletta natalizia.
Visto che ogni anno un regalino ci scappa sempre, visto che, dopo un po' di tempo, in casa hai praticamente tutto il necessario, la cosa migliore da fare questo natale sarebbe stata farsi dare direttamente i soldi, così somma di quà, somma di là, aggiungi il resto e la lavastoviglie si sarebbe materializzata.

E invece un giorno ha telefonato e ha detto di sua sponte: vienim a piglià!

Quando si dice culo.

Praticamente è successo che un'amica si è trasferita un una ridente cittadina spagnola e ha pensato bene di prestarci la sua, una simpatica Ariston grigia.

Il consorte, senza farselo dire due volte, ha sfoderato le sue possenti braccia, poi ha reclutato le possenti braccia dell'amico di turno, e insieme si sono precipitati ad effettuare il recupero del bramato oggetto.

Appena ci siamo viste ci siamo guardate con diffidenza. Il pensiero di smontare mezza cucina per far posto all'oggetto sconosciuto non era molto allettante, ma bisognava farlo e capire al più presto se la nostra sarebbe stata una convivenza felice.

Si proprio così, smontare mezza cucina.. praticamente una decina di operazioni:

  • prendi il fornetto e poggialo a terra
  • prendi il microonde e poggialo a terra promettendogli che stavolta sarebbe stato per poco tempo
  • prendi il top grigio e sollevalo con l'aiuto delle possenti braccia dell'uomo di casa
  • svuota i due mobili sottostanti e poggia il contenuto un po' dove capita
  • ribalta i due mobili e mettigli le gambe eliminando così il fantastico effetto "gradino" che permetteva al top nero e al top grigio di convivere felici
  • rimetti a posto i mobili
  • affiancagli la lavastoviglie dopo aver fatto passare i tubi
  • riposiziona il top grigio, i forni e il contenuto dei mobili
  • svieni

Finito questo teatrino (che avrei tanto voluto riprendere e poi rivedere accellerato e con la musichetta di benny hill show) sono rimasta ad osservare la giuntura dei due top di diverso colore, e c'è un problema, un problema che non è semplicemente il fatto che vicini sono brutti, il problema è che non combaciano, a causa del muro è leggermente storto, ma a questo dettaglio troverò rimedio in futuro, per ora mi sono limitata a chiudere lo spazietto triangolare con del dc-fix per evitare infiltrazioni d'acqua.

Finita questa breve riflessione sul degradante livello estetico e funzionale del megatop bicolore era giunto il momento di accendere la nuova arrivata.

Mille ansie.

E se non funziona? E se ci allaghiamo? E se esplode?

Ci piace esagerare.. poi ci siamo fatti coraggio e CLICK!

martedì 4 ottobre 2011

Gruppi e pagine fan

Durante i miei ultimi 31 anni mi è capitato di visitare molte abitazioni. Alcune belle, alcune brutte, alcune buie, alcune luminose, alcune sovraffollate, alcune solitarie e via discorrendo. E quindi?

E quindi ho imparato che ci sono al mondo innumerevoli casette tutte diverse tra loro, ma che alla fine si possono sempre collocare all'interno di quattro macrogruppi.

Vediamo quali:

La casa della zia anziana
Una casa caratterizzata da un arredamento classico, possibilmente accompagnato da pesanti tendaggi.
In questo ambiente tende a farla da padrone un divano dalle linee arrotondate e accuratamente incelofanate. Che tu lo guardi e ti chiedi se qualcuno ci si siede davvero. E se ci si siede davvero solo in inverno o anche in estate quando la plastica diventa un tutt'uno con la pelle sudata.

La casa delle vacanze
Questa tipologia di casa si divide a sua volta in due sottocategorie completamente in opposizione tra loro. Infatti, se la casa delle vacanze è nostra, quasi sicuramente avremo voglia di rendere questo (solitamente piccolo) rifugio particolarmente accogliente e gradevole alla vista, rischiando poi di trattarlo come come una sorta di albero di natale permanente.
Al contrario, se la casa delle vacanze è una casa che abbiamo affittato, ci ritroveremo in un ambiente assolutamente ostile, accuratamente spacciato per comodo e funzionale.

La casa della rivista
E' la tipica casa moderna e minimale, una casa sempre alla disperta ricerca del giusto fascio di luce per riuscire a fare risaltare nel giusto modo, quello specchio che il feng shui impone su quella precisa mattonella piuttosto che su un'altra.
Una casa che si impegna a scacciare via ogni traccia di vita umana perchè metti che, all'improvviso, mi sale qualcuno e mi fotografa?

La casa shakerata
C'era una volta un gigante molto molto cattivo che aveva l'abitudine di viaggiare e portare scompiglio nei paesi in cui si imbatteva. Mangiava forse i bambini? No. Dava fuoco ai raccolti? No. Rubava il bestiame per mummificarlo e usarlo come scacchi? No. Peggio. Lui shakerava le case.
Adocchiava la più ordinata, poi l'afferrava saldamente e a quel punto SHAKE SHAKE SHAKE.. e il danno era fatto. Vestiti in cucina, scarpe sul balcone, ombrelli nel bagno e detersivi sul letto.
Proprio un bel birbante questo gigante.

Io non posso negarlo, sono orientata verso la terza tipologia di casa, anche se qualche volta il gigante cattivo passa a trovarci. E tu invece che casa hai?

Mentre ci pensi ti allieterò con un meraviglioso elenco di "pagine fan" che ho scovato su facebook, tutte rigorosamente attinenti al magico mondo della casalinga moderna:
  1. Spolverare zigzagando tra i soprammobili
  2. Spazzare circumnavigando gli oggetti poggiati a terra
  3. La paletta che cade all'indietro una volta finito di spazzare
  4. Seguire meticolosamente la graduale asciugatura del pavimento appena lavato
  5. Tentare di riparare un apparecchio soffiandoci dentro dopo averlo smontato
  6. Lasciare i panni puliti in lavatrice fino a quando sanno di muffa
  7. Indumenti postmoderni creati in seguito a lavaggi sbagliati in lavatrice (ahahahahaha)
  8. Risolvere il problema dei vestiti accumulati, acquistando un'altra sedia (genio!)
  9. Inquilina del piano di sopra che organizza gare di corsa sui tacchi in casa
  10. Andare in mutande per casa quando fa caldo
  11. Ansia di sgomberare la cassa dopo la spesa.
  12. Il sanguinoso conflitto tra galline vecchie e dadi knorr
  13. Manie di protagonismo del peperone durante la digestione
  14. Sconcerto a tavola causato dalla notizia "è un sugo pronto"
  15. Odio profondo per i veli della carta igienica non allineati
  16. Citofonarmi di domenica mattina NON mi farà cambiare religione
  17. Quelli che per ritrovare il cellulare lo chiamano con il telefono di casa
  18. Perplessità architettoniche della casa molto carina senza soffitto e cucina
Bellissime!


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