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mercoledì 20 maggio 2015

Rieccomi

La figlia del fabbro in ospedale, il direttore dei lavori in crociera, il figlio dell'impagliatore di sedie che non è tornato a casa a dormire, l'email di quelli delle porte che non arriva, la compagnia del gas che ha deciso che possediamo due contatori invece che uno.
Che dire.

Mi sembrano ottime motivazioni per ricominciare a raccontare qualcosa.

Un anno di silenzio in cui sono successe molte cose, belle, brutte. fastidiose, piacevoli, assurde, tutte cose che non avevo voglia di raccontare perchè a volte capita che per raccontarle le devi modificare.
Parliamoci chiaro, non è che uno si può svegliare la mattina e dire apertamente "tu, si proprio tu, hai rotto i coglioni", non è educato, quindi si sta in silenzio e si riflette.

Una sorta di lunga nottata che deve passare, e si sà, la notte porta consiglio, e a volte pure la gastrite, ma quello è un piccolo dettaglio.

Cominciamo dal principio e andiamo con ordine, o almeno proviamoci, facendo un breve riassunto delle puntate precedenti.

Previously on I miei primi 50 mq

Una giovane coppia di trentenni affronta il magico mondo della convivenza.
Comincia l'avventura in un piccolo bilocale di periferia, finchè a causa di vicini fastidiosi, blatte e ristrettezza degli ambienti domestici, decide di traslocare.

Continua l'avventura in un trilocale di 75 mq sempre in periferia, ma più vicino al centro e a mammà.

Dopo 3 anni passati piacevolmente nel freddo e spazioso trilocale, la giovane coppia decide, per motivi lavorativi, di traslocare nuovamente in un bilocale, stavolta però in centro e con una disposizione architettonica migliore.
Lei va al lavoro addirittura a piedi, fino al giorno in cui manda a cagare gli amabili titolari e si licenzia.
Lui va al lavoro in motoretta, fino al giorno in cui decide di catapultarsi giù dal mezzo, spezzarsi una coscia e piazzarsi sul divano di casa.

Siamo così giunti a gennaio 2015.
Mese di novità, di compleanni, di regali e di abbattimenti di mura.

Entriamo dunque nei dettagli di quest'ultima affermazione.

A gennaio è successo che finalmente siamo riusciti a svuotare un'enorme casa di 200 mq per ricavarne due appartamenti.

A gennaio è successo che finalmente dopo aver passato un anno a dire sempre le stesse cose è stato stabilito un giorno di inizio lavori.

A gennaio è successo che dopo aver passato 6 giorni a spaccarsi la schiena per inscatolare tutto il contenuto dei mobili della casa, sono arrivati gli operai e hanno smontato pure i mobili.

A gennaio è successo che mentre camminavo per andare a controllare lo stato dei lavori, ho sentito da lontano il rumore dei martelli che buttavano giù i muri e ho sorriso.

Intanto, sempre a gennaio, il giovane consorte faceva un anno in più, sempre sul divano, brindando con voltaren e seleparina.
Quale momento migliore per ricevere il regalo che ogni giovane nerd vorrebbe?

Ecco dunque che fa il suo ingresso in casa un'enorme palla, fatta di Lego.

"Salve, sono la riproduzione Lego della Morte Nera, si esatto, la gigantesca stazione da battaglia spaziale realizzata dall'Impero Galattico allo scopo di rafforzare il suo regime di terrore. Sono composta da 3803 mattoncini e ho un enorme cannone laser che è in grado di distruggere la Terra in pochi secondi. Pensavo di stabilirmi sul tavolo da pranzo fino al termine delle operazioni di montaggio, va bene?"

"Prego figurati non disturbi affatto"

Così mentre noi si montava una palla di plastica costosa come un rene al mercato nero, poco distante, un branco di operai specializzati procedeva al montaggio della nostra nuova casa.

Ora siamo a maggio e ancora non è terminata (la casa, non la palla) quindi non posso ancora allietarvi con immagini da rivista di architettura, ma posso comunque mostrare i passaggi fondamentali della trasformazione.
Stay tuned.


giovedì 6 marzo 2014

Storie di stappi

Mancano 11 minuti, quindi, quando avrò finito di raccontare questa piccola disavventura, potrò alzarmi dalla sedia, prendere le mollette e stendere il bucato.
L'altro giorno ho raccontato di come a volte possa essere stancante una mattinata, ma mi sarebbe bastato aspettare qualche ora, per raccontare in tempo reale come può diventare stancante un pomeriggio.
Questa infatti è proprio una di quelle storielle che tanto appassionano gli amanti delle disavventure casalinghe.

martedì 4 marzo 2014

La spazzatura

Quel giorno che abbiamo passato la mattinata alla Tarsu è stato un paio di settimane fa. Ma pure l'anno scorso. E quello prima ancora. Si perchè noi periodicamente amiamo passare una mattinata alla Tarsu.
Ma facciamo un po' di chiarezza.
Questo fatto che a noi piace di cambiare continuamente casa, provoca una successione di eventi burocratici, che fanno si che si verifichi quella brutta condizione chiamata "la bolletta che non arriva".
Ecco, ora ci sono vari tipi di bollette che possono non arrivare.
C'è la luce, il gas, il telefono, il condominio, ma sono tutti casi in cui basta prendere il telefono e si risolve il problema nove virgola cinque volte su dieci.

giovedì 27 febbraio 2014

Iniziative

Era un bel po' che ci pensavo e alla fine l'ho fatto.
Certo ora sono sudata come un muflone al mare e ho un leggero fiatone, ma sono soddisfatta.
Oggi sentivo che era il giorno giusto, un po' come Dexter e il suo "Tonight's the night...".

Oggi ho alzato il mio culone flaccido dalla sedia, ho indossato le mie vecchie vans, mi sono legata i capelli e ho acceso la tv cercando i canali radio.
A questo punto un gentile annuncio bianco su sfondo blu mi ha ricordato che i canali radio non sono compresi nel nostro abbonamento, così ho spento la tv e ho acceso il pc.


mercoledì 19 febbraio 2014

Tradimenti

Ho dovuto prendere al volo una penna, smettere di fare quello che stavo facendo, sedermi e scrivere.
Che poi non è che stessi facendo chissà cosa, stavo semplicemente svuotando le buste della spesa e mi è preso una sorta di raptus. Una vocina nel cervello che mi ha detto:

"Stavolta  non sarà come tutte le altre volte! Una volta si scuoce la pasta, una volta sei in metropolitana, una volta sei già a letto, una volta stai lavorando, stavolta no. Stavolta ti siedi, ignori tutto e tutti e ti metti a scrivere!"


martedì 26 novembre 2013

La nonna

Chi si fa i cazzi suoi campa 100 anni. Dicono.
La nonna di anni ne ha vissuti 101 e farsi i fatti suoi non è mai stata una sua abitudine.

La nonna che ti afferrava il polso, prima dolcemente e poi scattava la sua morsa d' acciaio, che ti chiedeva se avevi mangiato, se eri andato a lavoro, se avevi lavorato tanto o poco, se ti pagavano bene o male, se eri uscito e con chi eri uscito.

La nonna che dopo essersi informata sulle tue cose, cominciava la stessa trafila chiedendoti degli altri membri della famiglia.